I sali anti-gelo sono dannosi per le piante

Grazie alle abbondanti nevicate di questo inverno, abbiamo potuto osservare molto spesso trattori, o macchine appositamente progettate, che spargevano il sale lungo le nostre strade. Solitamente i tipi di sale utilizzati per queste tipologie di interventi sono cloruro di sodio, cloruro di calcio e il solfato di sodio. Alcune ricerche hanno dimostrato come questi sali rappresentino un serio problema per le piante che costituiscono le alberature stradali, i viali cittadini e non solo. L’accumulo di questi sali nel suolo ha come conseguenza la comparsa, sull’apparato epigeo delle piante, di foglie secche, di malformazioni e anomalie che erroneamente vengono diagnosticate come attacchi da parte di patogeni di vario genere. Tra i primi sintomi della sofferenza dell’essenza vegetale, si ha la comparsa di zone necrotiche (piccole zone morte) sulla lamina fogliare. Tale necrosi è provocata dallo stoccaggio dei sali nelle foglie che distruggono parzialmente o completamente la clorofilla e portano di conseguenza ad una lenta, ma inesorabile, moria della pianta. L’entità del danno e la velocità di propagazione è strettamente correlata alla tipologia di sale che viene utilizzato: delle ricerche hanno dimostrato che sono le soluzioni saline contenenti ioni cloro che, assorbite dalle radici, causano l’accumulo di sale e il conseguente innesto delle attività biologiche che hanno come termine la morte della pianta.

Naturalmente non si può neanche immaginare l’eliminazione del trattamento sulle strade perché ne andrebbe della sicurezza dei cittadini; sarebbe però auspicabile una ricerca da parte degli organismi preposti in modo da individuare un’alternativa funzionale ed eco-compatibile a quella attuale che dia comunque risultati eccellenti ma che al contempo rispetti la natura.

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