mar
24
2006
2

Incontro con l’immigrazione padovana

Segnalo un’interessante proposta del gruppo “Facoltà  d’Intendere” di Padova, per capire meglio la nostra città , (Padova o anche un’altra), in cui rilanciarci a cercare dinamiche di vita dentro l’esclusione. Siete tutti invitati quindi alla srata dal titolo “PERIFERIE, CENTRO….UNA CITTA’, DUE MONDI – Incontro con l’immigrazione padovana” che si terrà  martedì 28 marzo alle ore 20.45 presso Sala Anziani a palazzo Moroni, via VIII Febbraio, Padova.
Non mancate!

Per saperne di più leggete il volantino della proposta:

oppure scrivete a intendere@beati.org

Per conoscere meglio il gruppo “Facoltà  di Intendere” CLICCA QUI

mar
22
2006
2

10^ Via Crucis Pordenone – Aviano

Colgo l’occasione per ricordare la proposta che padre Dario ci ha lanciato nel commento all’articolo “La Chiesa non si compra” di qualche giorno fa. Il 2 aprile, alle ore 14.00, partirà per la decima volta la via Crucis Pordenone – Aviano. Anche quest’anno si vuole rinnovare il messaggio di vita contro un simbolo di morte; ancora una volta “camminiamo da Pordenone alla Base USAF di Aviano, perchè restare fermi significherebbe resa al mondo esistente…“.

Di seguito il MESSAGGIO del documento programmatico della via Crucis di quest’anno

Continuiamo il cammino insieme agli impoveriti, alle vittime, agli esclusi di questa società, e, in modo più evidente e drammatico, del mondo intero. Camminiamo anche per la nostra conversione, al vangelo di Gesù di Nazareth e perchè tutti gli uomini si aprano alla misericordia, alla fraternità, alla pace. Una tappa particolarmente significativa di questo procedere insieme è stata ed è per noi la Via Crucis Pordenone – Base USAF di Aviano, quest’anno alla 10^ edizione. Le date cronologiche segnano il tempo dell’esistere e della sua organizzazione nella storia e possono esprimere, anche in questa nostra esperienza, l’importanza e il significato della perseveranza e della comunità. I primi cristiani venivano considerati atei anche perchè preferivano essere uccisi piuttosto che impugnare la spada e uccidere in nome dalla sacralità dell’impero. La corrente calda e luminosa della profezia ha sempre animato donne e uomini a coerente testimonianza, nonostante tanti compromessi e tradimenti… La “Pacem in terris” di Giovanni XXIII nel 1963 ha chiamato all’impegno della costruzione della pace tutte le donne e gli uomini di buona volontà, superando la concezione e la pratica della deterrenza e giudicando immorali ed espressione di follia quelle armi atomiche che poi il Concilio Vaticano II definirà “crimine contro l’umanità”; Giovanni Paolo II, di cui proprio il 2 aprile si ricorda l’anniversario della morte, ha definito la guerra “via di non ritorno”… “CONTINUA

Leggi l’intero messaggio (pdf)
pdf_ico_small.jpg

Leggi il volantino con la proposta del GIM (Giovani Impegno Missionario) di Padova (esperienza della via crucis preceduta da una serata di preghiera a Padova – 1/2 aprile)
pdf_ico_small.jpg

Leggi l’approfondimento che i giovani del GIM e i missionari comboniani hanno fatto nel sito www.giovaniemissione.it

mar
21
2006
2

Padre B. Sorge sul 9 aprile

Dopo le giuste osservazioni, e purtroppo le poche prese di posizione dei destinatari, sulla lettera inviata alle parrocchie da parte del portavoce del Presidente del Consiglio Bondi, con la pretesa di accreditare il loro operato di 5 anni di governo secondo i dettami della Dottrina Sociale della Chiesa, ritengo interessante proporre la lettura dell’editoriale del gesuita Padre Bartolomeo Sorge, null’ultimo numero di Aggiornamenti Sociali, in vista delle prossime elezioni del 9 aprile: “Valutare con sapienza i programmi”. Per decidere quale Italia vogliamo.

http://www.aggiornamentisociali.it/0603editoriale.html

Written by Alfred in: Informazione, Varie |
mar
21
2006
2

Aggiornamento foto BRASILE – Missione

Sono state aggiunte delle foto alla pagina “BRASILE – Missione“.
Vi invitiamo a visitarla: http://www.come2discuss.net/index.php/foto-e-video/
Un saluto…

Written by admin in: Benvenuti, Missione |
mar
20
2006
2

Nuova sede RAI in Africa: è promessa!

Ancora qualche tempo fa il Direttore Generale della RAI, Alfredo Meocci, ha promesso ai rappresentanti della Tavola della pace, del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, delle riviste missionarie e dell’Usigrai che la sede RAI nel cuore dell’Africa si farà. La proposta nasce da un crescente malcontento dell’opinione pubblica per i limiti dell’informazione televisiva, che, secondo quanto riporta uno studio di Medici Senza Frontiere sulle trasmissioni televisive, concede sempre meno spazio ai gravi problemi umanitari e alle crisi del sud del mondo, a favore di notizie di gossip e sui vip.
Volevo solo riportare qualche articolo apparso a riguardo in rete, perchè penso sia necessario ricordare la notizia, fissarla bene in testa, in modo da rimanere attenti agli sviluppi della proposta, da impegnati attori di una società civile attenta e responsabile. Non lasciamo che siano solo le organizzazioni più importanti a gestire il dialogo con le autorità, rendiamoci anche noi presenti e partecipi, anche solo informandoci e partecipando attivamente “all’informazione”.

Per scoprire maggiori dettagli della proposta:
http://www.trentinocooperazione.it/article/articleview/1394/1/51/
http://unimondo.oneworld.net/article/view/126369/1/

Leggi il comunicato stampa di Tavola della Pace
(Roma, 27 gennaio 2006):
pdf_ico_small.jpg

 

Written by Daniele in: Informazione, Varie |
mar
17
2006
2

L’attacco de “Il Foglio” di Giuliano Ferrara: «Raibufale24 international»

Sulla scia di un certo disinteresse dei media italiani per le vicende internazionali e per fatti degni di attenzione e di estrema gravità (Abu Ghraib, uranio impoverito, Guantanamo, richiesta di un trattato internazionale per controllo del traffico delle armi, tentativo di colpo di stato in Ciad e moli altri), disinteresse sicuramente dovuto all’aggressività con cui la campagna elettorale di questi giorni piomba nelle nostre case e invade ampi spazi dell’informazione nazionale, sulla scia, dicevo, di questo silenzio, volevo segnalare la critica che il giornale “Il foglio” ha fatto, con toni piuttosto accesi, alle più recenti inchieste svolte da Rainews24 in ambito internazionale. Tale confronto si è svolto nel più totale silenzio, ma mi sento di dire che le modalità con cui si tenta di demolire certe notizie, tra l’altro rivelatesi in maniera sconcertante vere e in maniera poco chiara scomparse poi dal palcoscenico mediatico, e quindi dall’attenzione dei più, rivelano una certa macanza di serietà professionale. Come al solito, dopo avervi proposto i materiali, vorrei sapere che ne pensate… vi aspetto “nei commenti”.

Leggi l’articolo de “Il Foglio”: CLICCA QUI
Leggi la risposta del direttore di RAInews24: CLICCA QUI
(nel sito di RAInews24 potete trovare altri documenti riguardanti la vicenda)

Written by Daniele in: Informazione |
mar
15
2006
2

La Chiesa non si compra

Voglio riportare questo fatto, e le conseguenti reazioni, di cui non si è affatto sentito parlare. Qui non si tratta, voglio chiarire, di fare propaganda politica o contro propaganda, ma soltanto di denunciare i sistemi poco consoni, direi del tutto fuori luogo, con i quali si tenta di fare campagna elettorale. Come cristiano mi associo alle reazioni che qui riporto, e che credo del tutto legittime e chiare. Non aggiungo altro, lascio a voi il giudizio dei fatti (l’invito è quello di ascoltare e di leggere tutto prima di prendere posizione).

“In questi giorni è arrivato nelle parrocchie, comunità religiose, gruppi e movimenti, un opuscolo di Forza Italia in cui si presentano “I frutti e l’albero” con la dicitura:”Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa”. Come credenti da sempre impegnati nelle nostre comunità non possiamo tacere lo sconcerto e lo stupore per questa pubblicazione…” (mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi)
CONTINUA…

Per leggere tutto l’intervento:
http://italy.peacelink.org/paxchristi/articles/art_15430.html
http://www.giovaniemissione.it/…

… altri articoli a riguardo:
http://www.korazym.org/news1.asp?Id=16659
http://unimondo.oneworld.net/article/view/129050/1/
http://www.rasti.it/BlogView.aspx?pageid=23&mid=4&ItemID=142

Ascolta l’intervento di don Fabio Corazzina,
coordinatore nazionale di Pax Christi:
quicktime.jpg

Leggi l’intero opuscolo
inviato da Forza Italia:

Written by Daniele in: Informazione, Varie |
mar
12
2006
4

LA MORTE DI MILOSEVIC E IL FUTURO DELLA GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE


(immagine tratta da http://www.lospettro.it)

Apprendiamo stasera dai siti internet di informazione che, nel carcere del Tribunale Penale Internazionale, Slobodan Milosevic, ex presidente serbo accusato dal TPI di crimini di guerra, contro l’umanità ( persecuzione, deportazioni e omicidio) e genocidio , si è spento. Il tribunale ha avviato immediatamente un indagine per conoscere le cause del decesso, anche se il Ministro degli Esteri francese Philippe Douste-Blazy ha emesso un comunicato in cui si afferma che la morte sia avvenuta per cause naturali. Da qualche tempo Milosevic affermava il rischio di restsre vittima di un attentato, e il suo stesso avvocato riferiva di tale eventualità. Tuttavia da tempo l’ex leader serbo soffiriva di cuore, problema che stava ritardando la conclusione del procedimento a suo carico, che avrebbe dovuto verificarsi entro il 2007.
Sarebbe inutile cercare qui di ripercorrere la vicenda martoriata della ex Jugoslavia, che per altro non può certamente essere ripercorsa da un procedimento giudiziario, per quanto significativo. Certamente bisogna sempre distinguere tra la storia di un conflitto e quella di un processo, ma va anche detto che agli occhi della società civile mondiale questo processo ha rappresentato molte sensazioni, sensazioni molto diverse tra loro.
Certamente destò stupore la notizia della sua traduzione nei carceri internazionali dell’Aja, avvnuta la notte del 29 giugno 2001
Ma da quel momento il processo entrò in una fase di stasi, e forse molte delle aspettative non vennero mai accontentate: il processo ovviamente si dimostrò molto complesso e i suoi fondamenti vennero messi molte, troppe volte in discussione; la Costituzione jugoslava vietava l’estradizone e questa fu resa possibile dall’adozione di un semplice decreto governativo del nuovo presidente Kostunica.
Oltre a ciò, molti giuristi hanno sempre mostrato dubbi sul fatto che Milosevic fosse giudicato da un tribunale finanziato fortemente anche dai paesi NATO e presieduto da un giudice americano May, cui succedette l’italiano Antonio Cassese. Un processo in cui molte prove, smepre secondo i critici, erano state portate da funzionari ritenuti vicini agli USA.
Tuttavia il Processo ha cercato di raccontare i massacri e le violenze che rendevano l’ex Presidente imputabile: dalle 45 vittime di Racak a quello di Bela Crkva con 77 vittime, a quello di Velika Krusa (105 vittime); oltre alle persecuzioni, le violenze, la pulizia etnica. Per non dimenticare le 8.000 vittime musulmanse della strage di Sebrenica
Cala così il sipario su tutto questo, e tutto sommato non c’è da rammaricarsi per il dato giuridico, poichè la sentenza di condanna era praticamente scontata; tuttavia l’assenza di questa sentenza ci lascia il dubbio sugli effetti che avrebbe avuto. Personalmente, mi domando cosa avrebbero pensato le vittime, cosa avrebbero provato; le notizie conosciute sul processo mi hanno dato l’impressione dell’assenza del ruolo delle vittime: esse per regolamento possono solo essere chiamate a testmoniare, non sono giuridicamente parti in causa e non hanno diritto ad alcun risarcimento; inoltre il procedimento ha offerto momenti particolarmente tristi proprio durante le deposizioni delle vittime: non riiuscivano a guardare in faccia Milosevic e spesso restavano incalzati dai controinterrogatori, che l’ex presidente teneva personalmente, usando tutta la sua abilità politica su gente incapace di sostenere un dibatito serrato.
Ciò che serve ora alla giustizia penale internazionale, a mio giudizio, è una forte ripresa dell’attività investigativa e giudiziaria; in particolare è importante, come hanno affermato gli stessi inquirenti, arrestare gli altri responsabili delle tragedie, Mladic e Karadzic.
La morte di Milosevic appare come una nuova sfida lanciata alla giustizia penale internazionale, nella quale Milosevic non credeva, e che finisce così per mettere sotto accusa con la sua stessa morte.
A questa giustizia e alla società civile internazionale che la sostiene spetta il compito di raccogliere la sfida

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Powered by WordPress. Theme: TheBuckmaker. Bank, Geld verdienen