Viaggio In Tanzania: Seconda Puntata


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Ovviamente il viaggio è stata occasione per conoscere e apprezzare un altra cultura, un diverso sistema sociale, politico e istituzionale.
Prima della partenza, raccogliemmo solo alcune notizie dal Sito del Ministero degli Esteri italiano, che ci parlava (in un documentato rapporto) di un paese socialmente pacificato in cui sarebbe stato opportuno investire.
Molto interesse ci avevano suscitato alcuni reportage dell’associazione di volontariato “Caschi Bianchi”, che parlava dei problemi profondi di un paese che, non potendo garantire a tutta la popolazione un livello elevato di istruzione, si trova a dover fare delle scelte e a gestire un sistema con pochi fondi; questa carenza comporta la necessità da parte di alcuni studenti di provvedere con fondi propri alle ripetizioni degli insegnati.
In effetti, una delle prime attività con cui siamo venuti a contatto sul posto, è stata quella della Scuola: guardando alla carenza delle strutture, alla straordinaria presenza di bambini e ragazzi in ogni classe, è stato facile comprendere il ruolo delle ONG che, come il CUAMM (l’organizzazione di medici italiana che ic ha ospitati) gestiscono fondi i n proprio e li usano per curare delle adozioni a distanza di alcuni ragazzi, sulla cui formazione scolastica vigilano.
In effetti l’abbandono scolastico è un fenomeno preocupante, dato dalla povertà e da alcuni casi particolari (ragazze madri).
L’AIDS è una delle princiapali cause di mortalità, un problema in cui si intrecciano le sfirde della ricerca medica, i serivzi sociali e la cultura popolare (che definisce l’AIDS come una sorta di maledizione).
Sul tema le incomprensioni sono molte, anche tra le stesse organizzazioni che garantisocno servizi nel paese: infatti, ragioni organizzative e ragioni di approccio con la popolazione locale, obbligano a far gestire le struture dalle Suore; le Suore sono sostanzialmente contrarie all’educazione agli strumenti anticoncezionali, fino a spingersi (questa l’analisi fatta da alcuni medici con cui abbiamo parlato) a un opera di disinformazione in materia.
Un Altro appunto, viene mosso alla loro gestione dei medicinali; secondo alcuni medici, infatti, le suore spesso si opporrebbero a elargire i farmaci richiesti dai pazienti su autorizzazione dei medici stessi.
I problemi gesitonali sono dunque presenti, ma ciò non toglie nulla al meritorio lavoro delle suore, nell’ambito della gestione dei dispensari medici (in cui si presta anche opera di primo soccorso) e anche nella creazione di posti di lavoro nella coltivazione delle loro terre, i cui proventi vengono rivenduti nei mercati cittadini.
Il CUAMM ha appena ultimato la costruzione di una nuova sala operatoria, e porta avanti il progetto di lotta all’AIDS che coinvolge quattro diocesi del paese, progetto che riguarda la lotta al passaggio del virus dalla madre al figlio e la sicurezza dei medici che si trovano ad operare con malati di AIDS e che rischiano il contatto con il loro sangue.
Certamente l’opera delle ONG subisce la difficltà di ricambio degli operatori umanitari, oltre ai classici problemi della raccolta fondi e della burocrazia nei rapporti con la Cooperazione Italiana che coordina le ONG italiane.
La loro opera resta essenziale in un paese che risulta essere si pacificato, al di la dei conflitti politici interni, ma anocra incapace di garantire un sistema di servizi pienamente autonomo .

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