Dal Ciad: Natale di Vita

(continua il contatto con don Egidio e con il Ciad…)
Nel villaggio di Doguigui, ad 8 Km. dalla città, abbiamo aiutato un gruppo di genitori ad avviare una scuola per i più piccoli già in età scolare: i bambini di 6-7 anni non ce la farebbero a percorrere a piedi i 6+6 Km. fino alla scuola più vicina (lo ’scuola-bus’ qui è ancora da inventare), e comincerebbero la scuola in ritardo. I genitori hanno costruito l’”edificio”: 5 x 3 metri, naturalmente chiusi con pali e stuoie e coperti con paglia. Noi abbiamo portato un tavolo, una sedia ed una lavagna, mentre i “banchi” sono del posto: alcuni pezzi di tronchi d’albero per terra. Noi ci impegniamo a pagare il maestro: 22,00 € al mese, secondo lo stipendio dei maestri volontari nelle scuole comunitarie!… e siccome abita in città, si fa ogni giorno 16 Km. in bicicletta…
Qui in un quartiere, invece, si sta ultimando la costruzione del “Centro culturale NICOLA”: con la sua biblioteca, servirà come appoggio di studio per gli alunni del quartiere. Ma intanto nelle due stanze quasi ultimate funziona già un corso di alfabetizzazione per adolescenti che non hanno mai messo piede a scuola: una quarantina sono presenti ogni mattina. Qui abbiamo provveduto i tavoli, con relative panche: più avanti serviranno per gli utenti della biblioteca. I maestri sono due ragazzi che hanno concluso i loro studi e che sono stati preparati ad hoc da un responsabile di comunità: impegnato nel settore educazione dello stato, si è offerto spontaneamente per questo. Anche i due ragazzi-maestri ricevono i loro bravi 22,00 € al mese!
Parecchi giovani erano soliti venir a chiederci aiuto in denaro, per i più svariati motivi: per i quaderni o la divisa della scuola, per qualche malessere fisico proprio o di qualcuno della famiglia, per aggiustare la bicicletta, per iscriversi a qualche concorso pubblico… Naturalmente non abbiamo mai imboccato la strada dell’elemosina: non sarebbe vero aiuto e creerebbe solo dipendenza. Abbiamo invece pensato di creare lavoro: chi ha bisogno di soldi, se li guadagni. Così è partita anche l’iniziativa degli orti: le suore hanno messo a disposizione un loro terreno già recintato; abbiamo provveduto ad aprire un pozzo, che fornirà l’acqua necessaria; abbiamo acquistato gli attrezzi necessari (zappe, pale, secchie ed annaffiatoi, qualche carriola, un carrettino a mano); su un angolo del terreno, un magazzino rustico per custodire il tutto… E così, una ventina di giovani passano alcune ore al giorno attorno alle loro aiuole: da qui a 30-40 giorni avranno i loro pomodoro, radicchi, carote da vendere, ed i soldi di cui hanno bisogno.
I bambini di Doguigui, gli adolescenti dell’alfabetizzazione, i giovani degli orti… anche per loro è Natale: una speranza nuova, una possibilità di impegno diverso, qualcosa di nuovo nella loro vita, un inizio di VITA più vera.
Ho raccontato tutto al plurale: lo si fa assieme, voi e noi. Tutto questo è possibile grazie a quanto voi avete condiviso e ci avete affidato. Grazie anche al vostro “pranzo di Natale”, in cui riservate uno o più posti per i fratelli ciadiani. Giunga a tutti, grande grande, la loro, e nostra, riconoscenza più vera: è bello “essere” Natale-Vita gli uni per gli altri!















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