Accolgienza e gratuità in via Rudena
Anche quest’anno è aperto in via Rudena a Padova il dormitorio per le persone senza fissa dimora. A gestirlo è l’associazione Santa Elisabetta di Padova, attenta alle esigenze dei meno fortunati e degli emarginati della società.
Sono alla mia prima esperienza di volontariato di questo tipo, e quindi alla mia prima notte da trascorrere in compagnia, direi, di queste persone; dico in compagnia perchè di questo si tratta, di STARE con la gente, di spendere del tempo, di offrire gratuitamente una serata e una notte accanto a persone che probabilmente spesso neanche vediamo, o che la maggior parte delle volte non notiamo. Vi racconterò allora quello che ho vissuto la sera di mercoledì 14 dicembre.
Un poco in ansia, ma molto incuriosito, visto che non sapevo ancora con precisione il luogo esatto in cui sta il dormitorio, prendendomi per tempo, ho cominciato, una volta imboccata via Rudena, a osservare attentamente i campanelli delle case, le porte, eventuali cartelli o insegne appese fuori… sembravo un tipo un po’ disorientato, e in effetti un tantino lo ero.
Non mi ci è voluto molto, però, alla fine per trovare lo “stipite” giusto. Davanti a una piccola porta, sotto al porticato di destra, infatti, già attendevano l’apertura della struttura 4 o 5 persone. Mi sono quindi avvicinato, devo dire con sorpresa, ed è iniziato immediatamente e con molta semplicità un dialogo tra noi. Non sono stato io il primo, come volontario ad accogliere quegli ospiti, sono stati loro a voler stringermi la mano, a chiedermi il nome, a farmi sentire a casa mia…
Un attimo dopo è arrivato l’altro volontario, al quale farò d’ora in avanti riferimento per il turno che mi spetta. Al dormitorio ogni sera ci si trova in 2, un volontario “esperto” di turno settimanalmente, e un altro che mensilmente lo affianca, cosicchè si possa facilmente gestire la “casa”, senza dover preoccuparsi per qualsiasi eventualità.
Come d’abitudine gli ospiti entrano, salutano, molto calorosamente devo dire, scherzano tra loro e con noi 2, raccontano la loro giornata, chiedono del caffè per scaldarsi e per scrollarsi di dosso un po’ di stanchezza quotidiana, poi piano piano salgono le scale, ognuno verso la stanza dove abitualmente dorme… si sistemano, trovando sollievo anche attraverso un bagno caldo, e infine, chi prima chi dopo, si godono il cuscino. Ah, dimenticavo, spesso e volentieri, mi hanno detto, ci si intrattiene sino a tardi in giochi con le carte, per i quali, l’ho potuto constatare, sono decisamente “tagliati”.
Bè, molto altro quella sera non ho fatto, ma d’altronde non è stato difficile capire in quelle poche ore, quanto sia più importante la presenza, la disponibilità e la condivisione di spazi e tempi, della pur forte volontà di voler subito risolvere i problemi…
Ringrazio davvero chi mi ha dato la possibilità di cominciare questo importante servizio; per il momento mi fermo qui, non senza il proposito però di ritornare in queste pagine per dare spazio e “voce” a realtà come questa, che ormai troppo spesso sono lasciate fuori dalla “normalità” pericolosa e sorda della nostra società.















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