Considerazioni ex-post a partire dai fatti della battaglia di Fallujah: il vero omaggio alla Verità .
Le rivelazioni portate alla luce dall’inchiesta televisiva di RaiNews24 sono molto eloquenti. Partiamo da un primo dato: l’esercito americano disponeva nel suo arsenale, tra le altre, di armi al fosforo bianco.
Come ha avuto modo di sottolineare il generale Carlo Jean durante la puntata di “Otto e mezzo” andata in onda su La7 martedì 22 novembre, questo tipo di armi, peraltro in dotazione a qualsiasi esercito, avrebbero una funzione per così dire “logistica”, ossia, come si apprende anche dal famoso video, per illuminare il nemico e localizzarlo. Il problema sollevato dall’inchiesta di Sigfrido Ranucci è, per la precisione, che tali armi sarebbero state usate in maniera indiscriminata contro i civili, dunque per scopi diversi da quelli per i quali le stesse dovrebbero essere utilizzate: costituirebbero, carta alla mano, violazione delle norme internazionali che disciplinano l’utilizzo delle armi chimiche.
Esiste infatti la Convenzione sul divieto delle armi chimiche del 1997, firmata anche dagli U.S.A. che vieta l’uso, la produzione, lo sviluppo e lo stoccaggio delle armi chimiche. L’agente chimico fosforo bianco, se usato impropriamente contro civili, è da considerarsi “arma chimica”.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che le immagini che documentano la strage sono vergognose, così come vergognoso è l’aver nascosto all’opinione pubblica fatti come questi.
Se le immagini del video non sono un effetto cinematografico (e francamente credo proprio di no) e quindi gli effetti devastanti delle armi al fosforo bianco sono quelli che tutti noi abbiamo visto, sarebbe opportuno che si facesse luce sulla responsabilità di chi (nome e cognome) ha emanato l’ordine di lanciare le armi in questione contro civili innocenti, e che gli eventuali colpevoli venissero processati davanti ad un tribunale internazionale.
Finora ho fatto un discorso molto sincero, il cui fine è quello di dare forza ad un valore che ritengo molto importante: la giustizia. Ma, dato che ritengo altrettanto importante il valore dell’onestà, credo anche che sia doveroso e corretto pronunciarmi in una ulteriore considerazione, che temo non piacerà ai più.
Percepisco oltremodo fazioso tutto il sistema di diffusione dell’informazione e della cultura: l’inchiesta di RaiNews24, seppur foriera di una seme di verità e per ciò stesso degna di spazio, va ciononostante inserita – a mio modesto parere – in un sistema politicamente orientato che contribuisce ad un diffondersi dell’informazione e della cultura in maniera distorta; e quindi non rispettosa del valore dell’onestà.
Trovo infatti molto semplici i modi e i mezzi con cui si stigmatizzano sistematicamente gli U.S.A., li si giudichino e li si condannino spesso in maniera sbrigativa. Sembra quasi che tutto ciò che accade nel mondo sia sempre colpa loro. Colpa di una politica che viene quotidianamente definita capitalista, imperialista, guerrafondaia. Tutto ciò non può non puzzarmi di politicamente orientato.
Ovviamente la mia è solo una opinione, personale, soggettiva e relativa. Ma sovente mi capita di pormi certe domande. Perché bisogna limitarsi a dire la verità solo sui fatti di Fallujah, quando per onorare la Verità con la lettera maiuscola (condizione indispensabile al perseguimento del valore dell’onestà di cui sopra) bisognerebbe che si parlasse anche di ciò che combina la Francia in Costa d’Avorio (solo qualche volta se ne è parlato)? Perché non si discute del regime totalitario che c’è in Cina (Paese che gode come gli U.S.A. del seggio permanente al Consiglio di Sicurezza), degli omicidi di massa che si operano da decenni nei confronti degli oppositori politici, dei cattolici, dei tibetani? Perché, a tal proposito, non si parla di genocidio? Ma ancor di più, perché non si “sputtanano” mai tutte le malefatte del regime castrista a Cuba, regime che da quarant’anni perseguita anch’esso i cattolici e gli oppositori politici? Perché si parla sempre e solo della pena di morte che c’è in America? E in Cina e a Cuba le cose vanno meglio? Mi sembra che in America la pena di morte sia inflitta dopo un giusto processo, a Cuba e in Cina le esecuzioni sono invece ahimè sommarie e indiscriminate. Per non parlare delle torture, per nulla paragonabili a quelle di Abu Graib. Non so se la situazione attuale sia migliore di quella vissuta ai tempi dei lager nazisti e dei gulag comunisti.
Ben vengano le discussioni sui fatti di Fallujah, si faccia chiarezza su eventuali crimini contro l’umanità di cui si è macchiato il Governo Bush. Ma la Verità a cui mi riferivo prima va oltre, è qualcosa di più completo. Essa può essere onorata solo da una discussione onesta, veritiera e non faziosa rispetto a tutto, ripeto tutto ciò che accade nel mondo, abbandonando ogni logica di parte, ogni distinzione ideologica ed ogni appartenenza politica.
Alberto Gasparetto
















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