L’arroganza del petrolio
Voglio riprendere un articolo di Bru Rovira del giornale “La Vanguardia“, apparso su Internazionale (23/29 sett 2005) nel quale si mettono in luce particolari piuttosto seri di come il governo del Ciad stia contrattando la vendita di aree del paese, in particolare il distretto del Krim-Krim nel sud-ovest del paese, a compagnie petrolifere straniere.
La situazione degli abitanti di quelle terre si sta complicando notevolmente visti i metodi poco ortodossi adottati dalle compagnie e dall’esercito per evacuare la zona e mettere a tacere ogni dissenso. Ancor prima di poter sentire anche solo l’aria di guai i poveri contadini del Krim-Krim si sono visti devastare i campi e i raccolti e solo successivamente, quando convocati dalle autorità, sono venuti a conoscienza del perchè di questi atti, ma non è tutto: per permettere un’evacuazione quanto più tranquilla le compagnie straniere, in accordo con il governo, hanno deciso di liquidare queste persone con una somma esigua di denaro, si parla di cifre attorno a 36mila franchi Cfa (54 euro circa), facendo loro firmare in fretta e furia le ricevute, di fatto ai più risultate incomprensibili poichè non in grado di leggere e scrivere. Quando qualcuno, dopo essersi fatto leggere il documento ricevuto, si è reso conto dell’imbroglio ormai era troppo tardi; inoltre subito dopo il ritiro del denaro, i contadini hanno visto decurtarsi la somma progresivamente a causa della percentuale che capi di distretto e capi villaggio hanno voluto sul “guadagno”. La popolazione del Ciad sta tentando in tutti i modi di trattenere questa nuova fonte di ricchezza all’interno dei suoi confini, proponendo forme di redistribuzione equa dei guadagni, ma inesorabilmente vede perdersi oltre i confini e nelle tasche di pochi connazionali i benefici dell’oro nero. E’ di singolare eloquenza il fatto che benchè la maggior parte del paese soffra la difficoltà di spostamento e la scarsità di mezzi di comunicazione e di trasporto, il sud-ovest del paese sta vivendo una “particolare fioritura” nel campo degli investimenti e della implementazione delle vie di comunicazione: le vie che portano alle nuove aree petrolifere sono state asfaltate senza ritardi e con priorità assoluta!
Il rischio ora è quello di una tensione sociale sempre maggiore, segno di un crescente distacco tra società civile e calsse politica corrotta.
















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