lug
01
2009
0

Skype 4.1: Link Corretto Per Il Download

skype 4.1E’ uscita da qualche giorno la nuova versione di Skype, la 4.1, che presenta alcune interessanti novità, tra cui: Condivisione schermo, Invia contatti, Promemoria compleanni. Tuttavia il download dal sito ufficiale rimanda ancora (inspiegabilmente) alla versione 4.0.0.227 (verificate anche voi! Dopo aver scaricato il file cliccateci sopra col tasto destro del mouse e scegliete “proprietà”, poi visualizzate l’ultima etichetta della finestra che si apre). Di seguito quindi forniamo il link corretto alla versione più aggiornata:

DOWNLOAD Skype 4.1

Written by admin in: Varie |
giu
24
2009
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Niente Sesso In Città

Segnaliamo il seguente appuntamento.

Martedì 30 GIUGNO, ore 20.30, “SALA ANZIANI” del Comune di Padova

Suad Amiry, architetta e scrittrice Palestinese presenterà il suo libro “NIENTE SESSO IN CITTA’

Suad Amiry è un’affermata architetta e scrittrice palestinese,fondatrice e direttrice del “Riwaq Center for Architectural Conservation” a Ramallah. Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo. Dal 1981 insegna archittettura alla Birzeit University e, da allora, vive a Ramallah. Ha scritto e curato numerosi volumi sui differenti aspetti dell’architettura palestinese.

“Mi chiedo quale sarebbe la tua reazione se fossi vissuto sotto occupazione tutti gli anni che ci ho vissuto io, o se i tuoi diritti di consumatore, come tutti i tuoi altri diritti, fossero violati giorno e notte, [... se il tuo villaggio fosse stato spianato con un bulldozer, o la tua casa demolita, se tua sorella non potesse raggiungere la sua scuola, o tuo fratello avesse avuto tre ergastoli, o tua madre avesse partorito a un posto di blocco, o se tu fossi stato in fila per giorni nel caldo torrido d’agosto in attesa del tuo permesso di lavoro.”

Introduzione di Filippo Tosatto, giornalista del Mattino di Padova. Guiderà il dialogo con l’autrice Gianna Tirondola (Associazione per la Pace)

Saida Puppoli leggerà alcuni brani tratti dal libro

Written by admin in: Appuntamenti |
giu
23
2009
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Da Teheran…

Riceviamo e pubblichiamo. (Testimonianza diretta di una ragazza di Teheran)

teheran 500

Da dove comincio? faccio un breve elenco e vi do l’autorizzazione ad inolterare questa e mail a tutti. visto che il minimo che si possa fare e` di smascherare queste bestie.ok da una settimana che i cellulari non funzionano dopo il pomeriggio e niente sms 24 su 24 ore da 7 giorni.i satelliti non funzionano. quindi niente bbc,euronews,cnn, ecc.le schde telefoniche per chiamare all’estero non funzionano.internet funziona ma hanno filtrato tutti i siti comunicativi tipo  facebook,you tube,sempre cnn,bbc,qualsisasi cosa centri con le notizie. e` poi con ADSL la velocita` e` 3kb!!!!!!!!!!

pensate un po’! praticamente siamo in una gabbia tutti prigionieri senza poter comunicare con nessuno.telefoni fissi e le chiacchiere tutte sono controllate. dopo il pomeriggio se cammini per la strada se vai nelle piazze o nei corsi principali ti picchiano cosi basta che tu sia vicino a loro,non iporta l’eta` o il sesso.hanno l’autorizzazione  per sparare. e poi non tutti di loro sono riconoscibili perche` in ogni manifestazione che facciamo tanti di loro incogniti con abiti normali fanno la manifestazione insieme a noi poi in un certo punto tirano fuore le armi e comincino a picchiare e addirittura uccidere.

Le ambulanze che ci mandano non sono affidabile perche` portano i feriti in un ospedale dipendente dal governo che probalimente lascia morire tutti.e se riusciamo ad accompagnare qualcuno in un ospedale privato,il giorno dopo attaccano l’ospedale e si riprendono i feriti.

Ma siamo uniti piu` che mai e non abbiamo paura quando stiamo tutti insieme.con un elemento verde un pezzetto di tessuti verde facciamo le manifestazioni. il verde e` il simbolo del candidati MOUSSAVI per cui abbiamo votato tutti e che sappiamo tutti che ha vinto al 100% le elezioni. una bravissima persona molto intelletuale sia lui che sua moglie. alle 10 di sera andavamo sul tetto per mostrare la nostra disapprovazione dando lo slogan ALLAH AKBAR che in arabo vuol dire Dio e` piu` grande.visto che 30 anni fa quando i nostri stupidi genitori hanno fatto la rivoluzione islamica davano lo stesso slogan! ma finito anche questo perche` dall’altro ieri sera sparano anche verso i tetti degli appartamneti da cui sentono questo slogan!!!!!!!

Ormai apriamo le finestre spegniamo le luci e urliamo sempro lo stesso slogan cosi siamo piu` sicuri.2 sere fa davanti ai miei occhi hanno sparato a un ragazzo ventenne ed e` morto. La zona in cui abito io e` uno dei piu` importanti centri dove la gente si riunisce e purtroppo anche dalla camera da letto fino alle 3 di mattina sento le voci i pianti gli urli gli spari… sono peggio di hitler.vedere delle immagini non basterebbe mai a capire quello che stiamo passando,mai. e` purtroppo la maggior parte di noi sappiamo che tutto questo sangue non servira` a nulla.questo dittatore uccide e uccide e alla fine si riprende la vita quotidiana,ma per ora si continua.

Hanno arrestato la maggio parte dei leader riconformisti. hanno attaccato casa dello studente dell’universita` di tehran, di Shiaraz e quello di Isfahan. di immagini ne abbiamo ancora poche visto che abbiamo grande difficolta` di comunicazione ma vi mando tutto quello che ricevo o via e mail o via face book. per ora con una specie di rompifiltro riesco ad entrare in facebook ma devo tolgiermi le foto e mi devo pure cambiare il nome. perche` saro` in guai visto che controllano ogni mossa nostra.

L’unica cosa che mi potete fare e spargere le notizie e diffondere le immagini.
un abbraccio forte

L.

Written by Daniele in: Diritti Umani, Informazione |
mag
24
2009
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Campi Di Lavoro 2009

Un abbraccio di pace!

Abbiamo una proposta importante per te che sei giovane e credi che la vita ha senso solo se donata e condivisa. Fuori dai luoghi comuni, vogliamo offrirti alcuni giorni di servizio e ascolto della REALTA’ e della PAROLA DI DIO. Insieme, nella condivisione e nel lavoro, saremo accolti in realtà di speranza e di impegno concreto per la giustizia, la legalità, l’accoglienza e la fraternità. Non si vive la missione per corrispondenza: la solidarietà è una scelta di vita. Diventa protagonista di questa storia offrendoti un’estate veramente “solidale”, sporcandoti le mani concretamente, insieme a chi in questa nostra Italia RESISTE, con ostinata speranza!

Se hai tra i 18 e i 30 anni, cerca il campo di lavoro che ti sembra più vicino alle tue aspettative e contatta uno/a dell’equipe per avere maggiori informazioni.

Adelante, caminando juntos!!!!

Gli animatori del GIM

TUTTI I CAMPI:

Written by Daniele in: Esperienze, Missione |
mag
19
2009
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Pacchetto (in)sicurezza: Associazioni A Confronto

Associazione Antigone organizza un incontro dibattito su:

PACCHETTO (IN)SICUREZZA: ASSOCIAZIONI A CONFRONTO.

I recenti “pacchetti sicurezza”  provocano l’ulteriore marginalizzazione e precarizzazione di strati sociali già deboli, la produzione di un diffuso allarme sociale e la diffusione di un’idea di sicurezza tutta incentrata sull’indurimento della misure sicuritarie. Siamo di fronte all’affermarsi di un nuovo pensiero unico che si definisce per il discredito dei valori di solidarietà, di apertura interculturale e di rispetto dei diritti di cittadinanza .

Ci proponiamo di:

  1. analizzare più a fondo le implicazioni di tale processo e discutere della sua possibile evoluzione;
  2. coglierne le contraddittorietà e le debolezze; individuare i terreni, gli ambiti, gli strumenti più idonei per contrastarlo;
  3. elaborare una strategia condivisa tra chi si occupa dei settori più colpiti;
  4. sviluppare forme comunicative adeguate di contrasto;
  5. individuare possibili alleanze adeguate a tali fini.

Di tutto ciò e di altri aspetti vi invitiamo a discutere, come antidoto alla cultura della paura e del rigetto.

giovedì 21 maggio 2009, ore 21 al Teatro Ruzante, Riviera Ponti Romani, 45

Introduce e coordina Associazione Antigone Veneto, intervengono i rappresentanti delle associazioni aderenti

LISTA ASSOCIAZIONI ADERENTI E MANIFESTO:

mag
11
2009
0

Per Questo, Scegliamo Di Sbattervi In Faccia (e Aiutateci A Farlo Con Quante Più Persone Possibili) L’orrore Della Guerra Che Ci Circonda.

101441L’orrore che suscitano le fotografie che abbiamo pubblicato in home page e nella pagine dell’articolo di Enrico Piovesana, come questa qui a fianco, violando probabilmente qualsiasi tipo di codice deontologico, è tanto. Ma ci pare sensato e persino giusto fare – oggi – questa provocazione.

Oggi che il ministro dell’Interno italiano – parlando “a nome di tutte le nazioni dell’Unione Europea”, si vanta di avere rispedito 227 migranti nelle mani degli aguzzini libici. 
“Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no”, dicono di loro le donne che “hanno avuto la fortuna” di sbarcare a Lampedusa.

Oggi che un cretinetti (come si dice a Milano) poco più che trentacinquenne si permette di proporre per il trasporto pubblico milanese posti riservati ai cittadini Doc, facendoci ritornare di colpo agli anni dell’apartheid sudafricano, o delle discriminazioni razziali negli Stati Uniti. Roba che nemmeno in Israele, dove pure qualche motivo di sicurezza vera si potrebbe addurre, si sognano di fare.

Oggi che aprendo i giornali o i siti o le televisioni, quei pochi che credono ancora nei valori della borghesia (quelli usciti dalla rivoluzione francese) sussultano involontariamente di entusiasmo alle parole di un ex-fascista che, pur essendo nella maggioranza, pratica l’unica opposizione visibile in questo Paese.

Oggi che, nessuno lo dice, l’Italia ha mandato in Afghanistan non il genio pontieri o gli alpini distributori di caramelle ai bambini, ma la Folgore, l’intera Brigata Folgore, “fior fiore di un popolo e di un Esercito in armi”. Uomini e donne addestrati non certo a costruire scuole, ma piuttosto a uccidere.

Oggi che siamo in guerra, fuori e dentro ai nostri confini, che più del settanta percento di italiani è contento di un Governo che non si può certo definire “fascista” ma che certamente definire “oligarchico” è condizione necessaria, ma non sufficiente, per descriverne la barbarie e l’arretratezza rispetto alle grandi conquiste del 1900.

Oggi sarebbe necessario un altro sussulto, non quello entusiasta alle parole del Presidente della Camera, ma di violenta indignazione, e noi non troviamo altro modo di provare a provocarlo. Per questo, scegliamo di sbattervi in faccia (e aiutateci a farlo con quante più persone possibili) l’orrore della guerra che ci circonda. Non l’orrore, ma la guerra.

Maso Notarianni

Written by zanalec in: Diritti Umani, Generale |
mag
04
2009
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Movimento Giovanile Missionario: Concluso Il Convegno Di Assisi

Fonte: www.misna.org

mgmlogo

“Mi ha colpito soprattutto la voglia di stare insieme di questi 500 giovani giunti da tutta Italia, di continuare il lavoro cominciato in questi giorni – in particolare nell’ambito di nove interessanti laboratori su temi di grande interesse, dall’economia ai media all’ambiente alla criminalità – il loro desiderio di mettere ognuno a disposizione le sue competenze per portare concretamente a frutto quel che qui è stato seminato”: lo ha detto alla MISNA il missionario saveriano Marcello Storgato che, con Rocco Negri, segretario nazionale del Movimento giovanile missionario, ha concluso la seconda edizione del “Comigi” (Convegno missionario giovanile) aperta a Santa Maria degli Angeli,ai piedi di Assisi il 30 Aprile. Organizzata dalle Pom (Pontificie opere missionarie), dai Centri Missionari Diocesani, dagli Istituti Missionari e dalle Comunità e Associazioni Missionarie è stata questa la seconda edizione del ‘Comigi’ di Assisi dopo quella del 2006. Accanto alle relazioni su più temi, ai momenti di preghiera e alla marcia da Santa Maria degli Angeli fino alla sommità di Assisi, gli argomenti e la vitalità dei laboratori hanno caratterizzato l’incontro. ”L’immagine di una Chiesa non solo di utenti ma di protagonisti è emersa nell’impegno con cui i giovani hanno partecipato a queste giornate in un clima di entusiasmo e di allegria che ha caratterizzato ogni momento dell’incontro”: lo ha detto alla MISNA don Gianni Cesena, direttore di ‘Missio’ delle Pontificie opere missionarie (Pom) che il 30 Aprile aveva aperto i lavori presentando il tema del Convegno – “Nel mondo sui sentieri di Cristo, il segreto di Paolo” – alle centinaia di partecipanti giunti da tutta Italia. Don Cesena ha sottolineato anche “la valenza educativa del richiamo a grandi figure come quella di San Paolo” e la straordinaria riuscita dei laboratori. “Se usati correttamente i media costituiscono da una parte una risorsa per il singolo, per la società e per lo sviluppo dei popoli, dall’altra segnano anche nuove frontiere tra zone di ricchezza e sacche di povertà” affermava per esempio il tema introduttivo del laboratorio intitolato “Missione: comunicazione e mass media”, aggiungendo: “Nuove e straordinarie opportunità di sviluppo e di collaborazione tra i popoli potrebbero derivare dalla condivisione delle conoscenze. Ma così non sempre accade. Le tecnologie e i processi della comunicazione sociale sono sempre più collegati con il sistema economico e commerciale, fino a diventarne per molti versi dipendenti”. Per il tema dell’ambiente, la discussione si è sviluppata intorno al seguente assunto: ”I disastri climatici sembrano aumentare in numero e intensità. L’inquinamento e l’effetto serra non guardano i confini, e soprattutto non riguardano solo noi, ma i nostri figli e il mondo che lasceremo loro in eredità. Il consumo delle risorse energetiche dovrà portare a una rivoluzione nel modo di gestire l’energia, l’uso dell’automobile, il modo di costruire case”. Illaboratorio sulla criminalità ha ricordato che “è necessario adoperarsi per creare occasioni nuove di riscatto per ogni situazione personale e sociale, anche se apparentemente pregiudicata”. Di particolare attualità il laboratorio riservato all’ “economia e all’uso dei beni” in cui i giovani hanno discusso della crisi socio-economica mondiale sottolineando “il continuo accentramento delle risorse del pianeta mentre si aggravano l’intensità e l’estensione dell’area della povertà in molti paesi del mondo”.

Di seguito gli altri due comuinicati pubblicati dall’agenzia Misna sul Convegno Missionario Giovanile di Assisi: 

RIFLETTENDO INSIEME (Con i ‘giovani missionari’…sull’informazione indipendente)

MOVIMENTO GIOVANILE MISSIONARIO: OLTRE IL CONVEGNO DI ASSISI

mag
02
2009
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Comunicato Della Rete Di Associazioni Veneziane Tuttiidirittiumanipertutti

Da molto tempo ormai la rete di associazioni veneziane tuttiidirittiumanipertutti denuncia le quotidiane violazioni dei diritti dei migranti e dei potenziali richiedenti asilo politico che arrivano alle frontiere dell’Adriatico in fuga dalla Grecia, paese rispetto al quale l’Acnur e Amnesty International hanno chiesto di sospendere i respingimenti perché la Repubblica ellenica non garantisce in alcun modo il diritto d’asilo.
Le persone che raggiungono il porto di Venezia e gli altri porti dell’Adriatico, quando intercettate dalla polizia di frontiera, vengono il più delle volte respinte senza formalità, non ricevono un provvedimento argomentato, scritto e tradotto, non incontrano un avvocato né personale civile, vengono chiusi in una cabina sprovvista di bagno a bordo della stessa nave sulla quale si erano nascosti per cercare di raggiungere l’Italia e fare richiesta di asilo, diritto fondamentale che viene in tal modo negato in dispregio della normativa nazionale, internazionale e comunitaria.
Queste persone, come dimostrano le cifre ufficiali dei respingimenti fornite dalla stessa autorità portuale, vengono così rimandate in Grecia per essere soggette ad altre arbitrarie detenzioni e trattamenti inumani e degradanti. Di loro non resta traccia scritta e documentata. La maggior parte di questi migranti proviene dall’Afghanistan ed è in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni talebane. Moltissimi di loro sono minorenni, come lo era Zaher, il ragazzino morto a Mestre nel dicembre dell’anno scorso cercando proprio di eludere quei controlli di frontiera che avrebbero potuto rispedirlo indietro violando i suoi diritti fondamentali.
Per permettere a queste persone di uscire dall’invisibilità e poter denunciare quanto avviene loro, una delegazione della rete si è recata a Patrasso nel febbraio del 2009. Lì abbiamo trovato una situazione disperata, ampiamente documentata dalle immagini che abbiamo proiettato nell’assemblea cittadina “Fronte del Porto” tenutasi a Mestre, alla presenza del sindaco Cacciari, lo scorso 31 Marzo.
A Patrasso, abbiamo raccolto le storie di tante persone respinte da Venezia e dagli altri porti italiani, le abbiamo informate dei loro diritti e degli strumenti giuridici a loro disposizione. Il risultato di questo lavoro è stato il fatto che la Corte europea dei diritti umani con sede a Strasburgo ha ritenuto ammissibili i ricorsi individuali dei 35 migranti che li hanno presentati, moltissimi di loro minorenni, ed è quindi adesso pendente un procedimento che vede come controparti il governo italiano e il governo greco rispetto alle violazioni dei diritti fondamentali denunciate da questi migranti.
Questo è un passo importantissimo verso la possibilità reale che si ripristini la legalità e il rispetto dei diritti alla frontiera del porto di Venezia, dove vige una situazione che lo stesso sindaco Cacciari, sostenendo le denunce della nostra rete, ha definito fuori controllo e lesiva dei diritti umani fondamentali delle persone.

Written by marco in: Associazionismo, Diritti Umani |
apr
30
2009
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Blog Non Visualizzabile Correttamente Con Internet Explorer

Da qualche mese il blog ha assunto una veste grafica rinnovata, grazia al passaggio alla piattaforma Wordpress 2.7. Unitamente a questo, l’installazione di alcune nuove funzioni ha riscontrato un’incompatibilità con il browser della Microfost (Internet Explorer) installato su tutti i pc che montano Windows come sistema operativo. Ora, dato che con tutti, davvero tutti, gli altri browser in circolazione tutto funziona correttamente, ci pare opportuno invitare i lettori ad installare uno di questi (di seguito i link). Cercheremo di sistemare il problema, che tuttavia sembra proprio legato al solito mondo a sè stante “microsoft”.

Apple Safari

Google CHROME

Mozilla Firefox

OPERA

Written by admin in: Generale |
apr
21
2009
1

Ma Io Per Il Terremoto Non Do Nemmeno Un Euro…

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta delpremier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, delpopolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo delpozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni voltala Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia delnostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma delponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti delterremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme – da generazioni – gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquilain realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti delgiorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso delcanone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia. Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo – (redattore del Giornale di Sicilia)

apr
15
2009
0

Studying Africa In Africa: Nuova Edizione

L’associazione Karibu Afrika Onlus organizza l’undicesima edizione di “Studying Africa in Africa”, un affascinante percorso di studio alla scoperta della cultura e della politica dell’Africa raccontato, per la prima volta, dai protagonisti stessi. Una coinvolgente esperienza sul campo, destinata a chi vuole toccare con mano la realtà di Nairobi (Kenya) e le sue mille contraddizioni, a stretto contatto con i rappresentanti della società civile kenyana.

“Studying Africa in Africa” : guarda l’Africa negli occhi!
Incontro informativo e testimonianze a Padova, mercoledì 22 aprile 2009, ore 16.30, Facoltà di Scienze Politiche (aulaB).

Comunicato stampa:

Volantino:

Karibu Afrika Onlus
Via Santa Sofia 5, Padova
3407777318
karibuafrika@libero.it
www.karibuafrika.it

apr
08
2009
0

Bambini Al Lavoro – Uno Sguardo Differente Al Lavoro Minorile

IL PROGETTO “DIRITTI UMANI IN AZIONE: INFANZIA, LAVORO, PROTAGONISMO

nats per ban

Di fronte a innumerevoli politiche abolizionistiche che vorrebbero eliminare del tutto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa da parte di un ragazzo, nel sud del mondo i movimenti NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, Bambini e ragazzi lavoratori) chiedono ai governi e alla comunità internazionale che possa venir loro riconosciuto un diritto ad un lavoro svolto in condizioni degne e sicure e una partecipazione attiva alla vita sociale e politica del paese. L’idea di fondo è che non tutte le esperienze lavorative siano da eliminare. Se lo sfruttamento e le occupazioni pericolose o dannose vanno combattute, esistono tuttavia forme di attività economiche che possono essere ritenute accettabili e che possono costituire per i ragazzi, davanti a situazioni di necessità, un’occasione di apprendimento e crescita, in termini di conquista di maggiore autonomia, senso di autostima, socializzazione economica.

Anche quest’anno l’associazioneNats per… Onlusgrazie alla preziosa collaborazione con “Jardin de los niños Onlus” e “Progetto Mondo MLAL” e con il co-finanziamento della Regione Veneto ha organizzato dei percorsi di formazione nelle scuole di diverso ordine e grado, al fine di sensibilizzare gli studenti rispetto all’esistenza dei movimenti dei bambini lavoratori e di strada, oltre che a promuovere la cultura dei diritti dell’infanzia, ed in particolare del diritto alla partecipazione, così come definito nell’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989. Il progetto Diritti umani in azione: infanzia, lavoro, protagonismo ha interessato numerose classi del territorio del trevisano, veneziano, padovano e del veronese. Esso prevedeva un percorso che si strutturava in quattro incontri di due ore ciascuno in cui i ragazzi delle classi, con l’aiuto di educatori, si sono confrontati, hanno lavorato in gruppo e realizzato giochi inerenti al tema del lavoro minorile, dello sfruttamento, delle cause che portano i bambini a lavorare, della posizione di valorizzazione critica del lavoro dei movimenti NATs, dei loro diritti come ragazzi e della partecipazione nei vari ambiti della loro vita come cittadini responsabili e attivi. L’ultimo incontro ha visto inoltre la presenza delle delegazioni colombiana e peruviana di bambini lavoratori. L’una proveniente dalla Fondazione del piccolo lavoratore di Bogotà, l’altra formata dalla direttrice della Scuola Nassae in Lima e dal delegato del movimento nazionale NATs Perù. I loro interventi e le loro vite presentate nelle varie classi hanno dato un apporto concreto e realista su quella che è l’esperienza dei bambini lavoratori e sulla lotta che portano avanti perché venga loro riconosciuto un diritto ad un lavoro degno e ad un ascolto attivo da parte dei governi e della comunità internazionale.

Una visione del lavoro minorile a cui non è abituata la nostra società, spesso ancorata a modelli paternalistici e adultocentrici dell’infanzia che non vedono ancora nel bambino e ragazzo un soggetto attivo e capace di partecipazione non solo sociale ma anche politica, ma che lo rinchiudono in sfere di protezione e sicurezza, discriminandolo secondo un presupposto di immaturità.

 

Per maggiori informazioni sui movimenti NATs e sul progetto:

www.natsper.org

Formazione scuole Nats per

Formazione scuole Jardin de los ninos

Links utili


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