feb
09
2010
2

Scrivete ai rappresentanti degli studenti dell’Università di Padova

E’ disponibile nel blog una nuova pagina dedicata alla comunicazione diretta con i rappresentanti degli studenti dell’Università di Padova. Cliccate in alto su “Rapp. UNIPD” o sul banner a destra dello schermo. Dalla suddetta pagina potrete consultare la lista dettagliata dei rappresentanti (in costante aggiornamento) e inviare comodamente un messaggio di posta elettronica al destinatario preferito/adeguato (lamentele, richieste, proposte attinenti alla vostra facoltà, alle mense, al Diritto allo Studio-ESU, agli alloggi universitari, ai corsi, agli spazi …. ecc). Insomma i rappresentanti sono “lì” per noi/voi, giusto? Ancora una volta buono scambio!!!

Per qualsiasi suggerimento non esistate a contattarci.

Written by admin in: Generale, Informazione, Universita' |
feb
02
2010
2

McItaly: anche la cucina italiana ha il suo Mcburger

Di seguito un articolo pubblicato dal The Guardian il 28 gennaio 2010 che sta facendo discutere non poco. Voi che ne pensate?

“Un possibile segno del fallimento morale del governo di Silvio Berlusconi è la visione di un grembiule da cucina di McDonald’s avvolto attorno alla slanciata figura del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, mentre aiutava a lanciare la nuova serie di hamburger McItaly. Le capriole del Presidente del Consiglio con giovani donne, le accuse di loschi legami, i disonesti accordi finanziari, le dubbie amicizie politiche ed affari in generale non sono nulla se paragonati a questo mostruoso atto di tradimento alla nazione. Il Signor Zaia potrà anche mormorare amorevolmente – “vogliamo dare un’impressione dei sapori italiani ai nostri giovani” ha detto mentre preparava uno dei nuovi McItaly di McDonald’s, una diabolica mistura di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga, tutti prodotti in Italia, compresi la carne dell’hamburger e il pane – ma il silenzio degli innocenti sarebbe stato più appropriato. ‘Un’impressione dei sapori italiani’! Avete mai sentito una simile sciocchezza? E’ chiaro che il Signor Zaia non lascerebbe che prodotti così offensivi si avvicinassero alla sua bocca a meno che non ci fosse di mezzo l’opportunità per scattare una foto.

Un italiano mi ha detto una volta: “Il problema per voi stranieri è che gli italiani parlano in dialetto e mangiano in dialetto.” È un problema. Anche gli italiani di parti diverse del paese possono avere difficoltà a capirsi l’un l’altro. Ma è anche una delizia. L’Italia ha goduto di una cultura alimentare di una ricchezza e diversità senza eguali. Per molti italiani, il loro stesso senso d’identità risiede nel cibo, e non solo della regione in cui sono nati, ma della città, del paese, del borgo, o anche della casa. E sostengono la superiorità dei loro prodotti e piatti locali con passione. Questo spiega perché mangiare in giro per l’Italia sia una tale, continua delizia. Il piacere deriva dalla diversità, non dall’omogeneità. Chi vuol mangiare la stessa roba ovunque nel mondo? È noioso. È quel tipo di omogenità che intorpidisce la mente e quella mediocrità che annienta il gusto che McDonald’s rappresenta. Nessuno sano di mente può considerare McDonald’s come un difensore del bene nel mondo o come il rappresentante dell’alta gastronomia.

Ma c’è qualcosa che va oltre il mero opportunismo politico o le pubbliche relazioni commerciali nel luogo in cui si è svolto questo atto di tradimento; la filiale ammiraglia di McDonald’s vicino alla scalinata di piazza di Spagna a Roma. Ha un significato simbolico. È stata l’apertura di questa stessa filiale, ricordiamocelo, che ha spinto Carlo Petrini e altri amici previdenti a mettere in piedi Slow Food per resistere alle forze della gastro-globalizzazione e omogeneizzazione, per celebrare la diversità, le differenze, l’individualità e la qualità. Non fa ben sperare per la sana sopravvivenza della straordinariamente diversa cultura alimentare italiana vedere il governo abbracciare la sua esatta antitesi con un tale sfrenato entusiasmo. Ma comunque, forse non dovremmo stupirci. La classe politica italiana non è nota per agire nei migliori interessi del popolo. Come un amico siciliano una volta osservava: “Non c’è lo stesso contratto tra i nostri politici e gli italiani come quello che esiste nel Regno Unito”. Si potrebbe affermare che ancora adesso non esista, ma questa è un’altra storia. McDonald’s parla italiano, dichiara lo slogan pubblicitario. Può anche farlo, ma è l’italiano degli affari del Signor Berlusconi e della sua terrificante banda di compari piuttosto che l’ampia gamma di dialetti regionali ai quali la maggior parte degli italiani ricorre per dichiarare la propria fede personale. Possiamo solo sperare che gli italiani mostrino una determinazione più dura rispetto ad altre nazioni nel mondo che continuano ad abbracciare McDonald’s in modi sempre più deprimenti”.

ARTICOLO ORIGINALE E COMMENTI (inglese): –>

RISPOSTA DEL MINISTRO ZAIA:

Written by Tiziana Pedri in: Varie |
feb
02
2010
2

Appello alla RAI: non chiudete quelle sedi!

Il canone vorrei pagarlo per qualcosa di serio!!!

2 FEBB 2010 - Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli. Firma subito l’appello promosso dalla Tavola della Pace.

Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico… [CONTINUA]

FIRMA L’APPELLO: –>

Written by Daniele in: Informazione |
gen
28
2010
2

Agenzia nazionale sui beni confiscati: attenzione agli imbrogli!

Come al solito gran poca informazione e molta demagogia… e un TG1 sempre più disinformante e a servizio del governo! Ancora una volta interveniamo con grande can-can a tamponare situazioni magistralmente strumentalizzate (si veda Rosarno), ma quel che è peggio è che interveniamo pure male!!!

Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria – 28 gennaio 2010

L’istituzione dell’ Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu’ efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d’uso va nella direzione che Libera chiede da  anni . Un’ agenzia che deve accorciare i tempi e ridare ordine a tutta questa materia ma che deve essere accompagnata da ulteriori provvedimenti come un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo, che venga data concreta attuazione a quella norma approvata nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu’ nulla. Ci sono ancora tante criticità e interrogativi che aspettano delle risposte: il 36% dei beni confiscati alla criminalità organizzata è sotto l’ipoteca delle banche e il 30% è occupato dagli stessi mafiosi o da loro prestanome cosi come la difficoltà di stare sul mercato delle aziende confiscate, la maggior parte delle quali sono rimaste chiuse e fallite. Speriamo che l’agenzia sia capace di dare risposte a questi interrogativi. Valuteremo nel dettaglio e nel merito l’operatività dell’Agenzia anche se riteniamo che la possibilità di vendere i beni confiscati ha rappresentato per il Governo un atto di debolezza. La vendita non è un dogma, puo’ esser usate per per poche eccezioni ma non puo’ diventare una regola. Quell’ emedamento ha scalfito il principio della legge Rognoni-La Torre per cui l’utilizzo sociale del bene confiscato è un segno di grande valore che ha reso il bene mafioso un bene condiviso e che non puo’ ritornare ad essere un bene esclusivo.

A SEGUITO DI QUANTO SOPRA VI INVITIAMO A FIRMARE L’APPELLO DI “LIBERA” (già a suo tempo segnalato): CLICCA QUI

Written by Daniele in: Informazione |
gen
20
2010
2

TREVISO: troppi perché senza risposta sulla cava piu’ profonda d’Italia

(18 gennaio 2010) Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .

Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano, presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:

  1. Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto ricavano con l’escavazione abusiva.
  2. Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.

Paeseambiente ha poi ribadito con forza le osservazioni presentate al progetto nel 2008 chiedendo:

  1. PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..
  2. PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?
  3. PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.
  4. PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti a due discariche!
  5. PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi? Perche’ dovremmo acconsentire a questa voragine?
  6. PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.
  7. PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?
  8. PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?
  9. PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.

In rappresentanza del Comune di Paese l’assessore all’ambiente e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.  A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni.

  • La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche?

Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha commentato: “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”

Gruppo Paeseambiente, 31038 PAESE (TV),  cell. 347/9385856 – web: www.paeseambiente.org – Email: paeseambiente@ecorete.it

Written by Daniele in: Ambiente, Informazione |
gen
19
2010
2

APPUNTAMENTO: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile

ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:

Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile

Interverranno:

Padre Dario Bossi: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos

Gianni Alioti: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di ecologia e ambiente.

Venerdì 29 gennaio, Ore 20,45, Sala Comboni, c/o Missionari Comboniani, Via Giovanni da Verdara, 139 – PADOVA

Info sulla campagna: www.justicanostrilhos.org – binaridigiustizia@gmail.com

“Justiça nos trilhos” (tradotta italiano con “Binari di giustizia”) è una campagna internazionale di pressione sulla multinazionale mineraria brasiliana Vale do Rio Doce (recentemente rinominata “Vale”), la seconda impresa al mondo per la produzione dell’acciaio. La campagna è stata lanciata alla fine del 2007 da alcune organizzazioni della società civile brasiliana, ma ben presto si è espansa in tutto mondo (Canada, Indonesia, Cile, Mozambico, ecc.) seguendo – di fatto – i molteplici “tentacoli” produttivi allungati dalla Vale nei vari continenti, attraverso alleanze con altre imprese del settore o l’acquisizione di concessioni minerarie all’estero. Tra i promotori “brasiliani” anche una nostra “vecchia conoscenza”: padre Dario, il missionario comboniano che per sette anni è stato attivo anche a Padova in varie attività a noi vicine come La Rete Lilliput e la Festa dei Popoli.

… continua nell’allegato:

Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
gen
15
2010
7

La necessità di riformulare alcuni giudizi storici

Alessandro, un amico ed ormai ex collega all’Università di Bologna, mi faceva riflettere qualche ora fa sulla necessità di separare il giudizio storico su Benedetto Croce, uno fra i massimi filosofi della prima metà del Novecento (dimenticato completamente, insieme a Gentile e Gramsci, dai nostri professori) dal giudizio su Benedetto Croce relativamente alla sua iniziale adesione al fascismo. Considerazione che condivido pienamente anche con riferimento a Carl Schmitt, altro grande maestro di scienza e filosofia politica. La produzione letteraria di grandi autori come questi non può – o almeno non dovrebbe – confondersi, pena un’onta ingrata, né col particolare contesto storico in cui essi hanno trascorso parte della loro esistenza né con le scelte e le azioni che essi han commesse. Cosa c’entra, infatti, il contributo immane offerto alle discipline che abbiamo studiato con l’adesione a questo o quel regime politico? A casa possiedo un libro che considero di straordinaria importanza per gli studi internazionalisti che ho compiuto (ma anche di esso i nostri professori si son dimenticati), “L’imperialismo fase suprema del capitalismo” di Lenin, edizioni Lotta comunista. Bisogna forse censurarlo e sospenderne la pubblicazione solo per le conseguenze che il comunismo ha portato in Russia?

Quest’introduzione potrà sembrare inidonea per il tema su cui voglio brevemente focalizzare la discussione. Sono convinto, tuttavia, che la logica di base sia la medesima. Ebbene, in medias res, così come credo che occorra separare il giudizio su Carl Schmitt intellettuale e filosofo dal contesto storico in cui ha vissuto e, quindi, dalla sua adesione al nazismo, credo altrettanto fermamente che sia necessario separare il giudizio politico su Bettino Craxi, capo del governo, da quello di Bettino Craxi, uomo invischiato col mondo delle tangenti e dei finanziamenti illeciti.

La questione è fin troppo spinosa anche perché attuale: il Sindaco di Milano Letizia Moratti ha proposto di dedicargli una strada e ciò ha immediatamente suscitato la polemica. A parte l’imbarazzo dovuto al fatto che di strade a lui dedicate ne esistono già sei in Italia, quantunque, per quel che ricordo, non abbia mai assistito ad una polemica tanto veemente. Comunque sia, da un lato questo è, sine ulla dubitatione, l’ennesimo nauseante caso che dimostra come, in Italia, una questione avente attinenza politica venga automaticamente calamitata dentro la logica destra vs sinistra, filoberlusconiani vs antiberlusconiani (Craxi e Berlusconi erano legati da un’amicizia); dall’altro, bisogna riconoscere come le critiche arrivino più che altro da sinistra.

Allora, io credo che esista almeno una dimensione tutt’altro che irrilevante a considerar la quale la Sinistra attuale dovrebbe erigere un monumento a Bettino Craxi invece che attaccare la proposta sporcandola di faziosità ideologica: la politica estera dei Governi da lui guidati, ricordata in particolare per lo spiccato filoarabismo e per la singolare gestione del caso Sigonella-Achille Lauro (politica assertiva avverso posizione degli Stati Uniti). Non sarebbe forse il caso, in nome dell’onestà intellettuale, di rivalutare alcuni personaggi, slegandoli da questo o quel contesto particolare che ha portato a macchiare per un motivo o per l’altro il loro nome? In fondo, prima che “ladro di Stato”, come viene tratteggiato, Bettino Craxi è stato un grande statista. Indubbiamente.

Alberto Gasparetto

Written by Alberto Gasparetto in: Generale |
gen
15
2010
2

“Che me n’importa della politica?”

Piero Calamandrei -  Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano 1955: di un’attualità disarmante… (Grazie a Caludio per la segnalazione).
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TRASCRIZIONE:

Written by Daniele in: Informazione, Varie |
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